Posto sul contrafforte che separa la valle del torrente Trossa, Pomarance domina la Val di Cecina regalando ai visitatori scorci suggestivi su un paesaggio che ispirò Dante Alighieri per il suo Inferno. La Valle infatti è anche chiamata “del Diavolo” proprio per le credenze sui tanti soffioni boraciferi che salgono dal terreno e che hanno reso famosa la zona per la geotermia. Pomarance è decisamente uno di quei borghi toscani che subiscono – e alimentano – la magia delle antiche leggende. Nei suoi vicoli silenziosi e deserti è facile credere a streghe, amuleti e al fascino della luna piena.
A lungo conteso dai vescovi di Volterra, Pomarance è anche un ricco esempio di bellezza e cultura artistica italiana. Sono molti gli itinerari che offre questo angolo di Toscana ma anche restando all’interno – o quasi – delle mura del borgo ci sono tanti luoghi da scoprire. Per esempio la Rocca Sillana dove sono state ritrovati reperti risalenti all’età Etrusca. E poi Casa Bicocchi uno dei pregiati edifici nobiliari risalenti all’Ottocento che ora è anche adibito a museo, i due teatri e poi la Pieve di San Giovanni Battista dove è custodita la preziosa tela dell’Annunciazione dipinta da Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio.
Nel borgo le leggende e le storie vere si intrecciano continuamente, infatti pare che anche la vecchia campana dell’Eremo di San Michele alle formiche che ora si trova sulla Torre del Marzocco abbia la sua parte di magia. Si dice che un tempo, negli ultimi giorni di settembre, essa radunasse sciami di formiche a ogni rintocco. Oggi dell’Eremo non rimangono che ruderi ma sembra che le formiche si radunino ancora, ogni anno, nel tentativo di riportarla alla sua torre originale, oramai persa per sempre nel tempo.
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