Sulla strada che collega Sasso Pisano a Larderello, c’è un piccolo gioiello di origine medievale: è il borgo della Leccia. Questo antico insediamento urbano sorge ai margini di antichi boschi di sughere e di lecci da cui ha ereditato il caratteristico nome.
Un borgo dalla storia molto antica.
La Leccia sorge nel sito in cui, durante il Medioevo, si trovava un castello risalente all’anno 1028 d.C. e del quale rimangono solo pochi resti murari della cinta e di alcuni edifici. L’antico insediamento urbano si trova nel comune di Castelnuovo Val di Cecina e, come altre realtà del territorio, la sua storia è legata a quella di Volterra. Secondo le testimonianze infatti il castello fu a lungo oggetto di dispute fra il Comune e i Vescovi volterrani, i quali ne rivendicavano la proprietà. Il borgo, circondato da querce, ulivi e lecci (da cui trae il nome), si caratterizza anche per le orchidee che nascono spontaneamente nei pascoli e nelle radure circostanti.
La devozione alla Vergine e Lorenzo de ‘Medici
La tradizione votiva del borgo si lega a doppio filo alla figura della Madonna, per la quale gli abitanti hanno sempre avuto un culto particolare, fin dal 1472, quando Lorenzo de Medici dichiarò guerra a Volterra. Fu proprio in quell’occasione che venne eretto il Santuario della Madonna del Libro. La storia narra che la popolazione della Leccia si rivolse alla Vergine pregando, fino al momento in cui la Vergine apparve nella “selva lecciatina” promettendo pace.
Fino a pochi anni or sono all’interno di questa cappella si custodiva il quadro della “Madonna del Libro”, opera del pittore Matteo di Pierantonio dè Gondi da Leccia (1540 – 1632).
La Fonte del Latte.
Nei pressi del borgo c’è una sorgente chiamata la Fonte del Latte. Qui viene versata da secoli una vena d’acqua leggermente tiepida che, si narra, vanta la miracolosa capacità di far tornare il latte alle neo-mamme. Queste leggendarie proprietà furono pubblicizzate dal medico del Papa, nel XVI secolo. Nella roccia sovrastante la sorgente era stata realizzata una nicchia per porvi un quadro in terracotta raffigurante la Madonna. Secondo l’usanza popolare, la donna che non aveva latte vi portava tre pegni, beveva tre o quattro sorsate d’acqua e recitava una preghiera. Sulla strada del ritorno, le mammelle della donna si riempivano di latte.