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News07 Marzo 2022

La Dispensa del Palagetto, circondati dalla bellezza per gustare gli autentici sapori toscani.

Dalla pasta fresca alla carne locale, in questo ristorante si può ritrovare l’anima di una delle tradizioni culinarie più amate al mondo.
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Con il suo mix di tradizione e modernità, la Dispensa è il luogo perfetto dove unire la scoperta del territorio alla degustazione della cucina toscana. 

La missione del ristorante infatti è quella di proporre piatti tipici, talvolta rivisitati in chiave personale ma andando alla ricerca di materie prime locali di alta qualità, valorizzandone la storia e la provenienza.

La Dispensa, un ristorante dove sentirsi coccolati
Questo antico casolare fa parte del complesso agrituristico “Il Palagetto” e durante l’alta stagione – luglio ed agosto – i turisti hanno quindi la possibilità di fare colazione con vista sulle colline, gustando un’ampia selezione di manicaretti dolci e salati. Parlando di coccole per il palato, tra i dessert da provare ci sono senza dubbio i cantucci toscani, anche questi fatti in casa. I famosi biscottini tipici alle mandorle con doppia cottura sono una vera delizia, sia da soli che inzuppati magari in un buon Vin Santo locale, proprio come vuole la tradizione.

Pici e pasta fresca, l’eccellenza della tradizione
La pasta fresca è decisamente uno dei punti di forza del ristorante. Tortelli, pappardelle, tagliatelle e tagliolini vengono tutti stesi a mano con le uova fresche.

Anche i pici – che occupano un posto d’onore tra i tipici primi toscani – vengono preparati in casa, utilizzando farina locale da produzione biodinamica e seguendo le regole d’oro del picio perfetto. Questo spaghettone lungo e non troppo sottile deve essere rigorosamente ruvido, per permettere di trattenere meglio il sugo.

 

 

Il Mucco Pisano, storia e tradizione di una pregiata razza bovina
Alla Dispensa si possono anche trovare pezzature di carne molto particolari e di nicchia come il Mucco Pisano, una pregiata razza bovina originaria della zona di San Rossore. Si tratta di un animale con il manto marrone scuro che viene allevato allo stato semi-brado e presenta una carne molto rossa e saporita. Fino a poco tempo fa, questa razza era a rischio di estinzione – nel 1980 si contavano soltanto settanta capi – ma alla fine degli anni Novanta venne salvata, facendola rientrare nel programma di conservazione. Oggi vengono allevati soltanto pochi capi, in piccole realtà locali.

Oltre a questa tipicità, qui si possono trovare la classica fiorentina di Chianina locale e, quando possibile, anche quella di Black Angus Biologico Locale e l’agnello Pomarancino che fa parte del presidio SlowFood.

 

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